Tagliare la Provincia di Rovigo? Inutile e Dannoso! la FP CGIL di Rovigo dice NO

manifestazione-rovigo

A cura di:


Davide Benazzo (Segretario FP CGIL Rovigo)

La Funzione Pubblica di Rovigo valuta inutile e fortemente dannoso il provvedimento varato dal Governo in merito alla soppressione di alcune Province, tra le quali Rovigo.

Inutile perché, non interessando tutte le Province italiane, l’impatto economico sia di tipo amministrativo che politico è irrilevante.

Fortemente dannoso perché con un colpo di spugna si cancellano anni di storia, scelte e programmazioni rendendo più debole un territorio che per peculiarità e conformazione si trova già in forte difficoltà e sofferenza.

Si è evitato di fare la vera scelta, chiudere tutte le Province, unica possibilità per un reale risparmio e ottenere una riorganizzazione della macchina amministrativa che eviti la sovrapposizione di competenze spostandone parte alle Regioni e parte ai comuni del territorio, rendendo cosi disponibili per lo stesso, all’interno dei comuni, importanti professionalità, esperienze e capacità.

Per il Polesine mantenere l’ambito territoriale ed evitare la frantumazione o l’assorbimento in altra provincia diventa ulteriormente importante.

Nessuno impedisce che comuni dell’Alto Polesine creino sinergie e collaborazioni con i confinanti veronesi senza che le diverse appartenenze provinciali creino ostacoli. Diverso quando però si parla di programmazione e scelte che riguardano l’intero territorio come per la sanità e i servizi pubblici locali, senza dimenticare le conseguenti ricadute negative sull’occupazione e sui servizi alle persone.

Se spezzettiamo la provincia per la sanità viene meno l’ambito territoriale e le peculiarità, unica vera e possibile difesa ai futuri tagli, con il conseguente declassamento dell’ospedale di Rovigo da provinciale a ospedale di rete, il ridimensionamento degli ospedali di Adria e Trecenta e il conseguente impoverimento della sanità polesana. Rovigo diventerebbe parte di altre due o tre province che già hanno un ospedale di riferimento  ed un’organizzazione sanitaria diventandone una parte in rete perdendo le specialità ora conservate solo per la funzione di riferimento provinciale. Il tutto su di un territorio in questi anni fortemente impoverito per le scelte di contenimento e tagli della spesa.

Come già da altri ricordato ci sarebbe una ripercussione per la stessa ricchezza del territorio e del PIL prodotto, essendo una provincia fondata principalmente su attività di servizio per la stragrande parte pubblico, per i conseguenti posti di lavoro che verrebbero persi per la chiusura, oltre alla Provincia, di enti come la Prefettura perché riassorbiti dalle altre Province con il conseguente aumento della disoccupazione locale ed inevitabili disservizi per i cittadini

Nei servizi pubblici locali si creerebbero forti difficoltà per le ricadute organizzative. Tutta la strada fatta sino ad ora per creare un’unica regia nella gestione dei rifiuti nell’ambito di competenza territoriale con il tentativo di incidere positivamente sulle ricadute ambientali delle scelte programmatorie regionali se ne va in fumo, trasformando il Polesine in terra di nessuno e di facile conquista per chi vuole scaricare da altre parti scelte infelici e non gradite nel proprio territorio.

Diventa oltremodo importante e urgente che il territorio, le parti sociali e la politica creino quadrato a difesa della Provincia. Si crei un coordinamento politico che programmi iniziative sul territorio che facciano da sponda ai nostri rappresentati al parlamento al fine di evitare l’approvazione di questa norma inutile, dannosa e improvvisata.

 

Rovigo, 17 agosto 2011